Parlare di turismo ecosostenibile è oggi molto più importante che in passato. Perché, visto che gli stati non intervengono in modo deciso sulla questione ambientale, sta a noi – nella nostra breve esistenza umana – cercare di fare il possibile per lasciare una Terra decente ai nostri figli.

Il turismo ecosostenibile non è altro che la voglia di viaggiare, e l’effettiva attuazione di questo desiderio, di persone già profondamente “eco-sensibili” nel luogo in cui abitano. Non puoi voler fare del turismo ecosostenibile se non fai raccolta differenziata dove vivi, se non insegni ai tuoi figli il rispetto per il territorio, se non eviti di comprare al supermercato prodotti che arrivano dall’altra parte del mondo… perché in Italia non è la loro stagione.

Trovo che l’eco-sensibilità – termine da me coniato in questo momento – non sia altro che la consapevolezza che la Terra è una sola. Non pretendo che se ne faccia una divinità, ma che le venga tributato il rispetto che merita… perché ci nutre tutti, e siamo tantissimi!

Inutile, secondo me, argomentare su quanto questi argomenti vengano ritenuti “poco importanti” da stati e governi. Finché i politici al potere potranno godersi le loro case e le loro vacanze in luoghi magici e incontaminati… sarà impossibile per loro anche solo rendersi conto di quanto invece alcuni luoghi vicini a noi siano degradati e contaminati.

Il problema consiste proprio nel fatto che difficilmente le persone normali, come me e te, per esempio, riescono a far capire agli altri (sai, a quell’uno per cento che detiene la ricchezza mondiale e che se ne frega allegramente dell’ecologia!) che il paese di Bengodi finirà anche per loro, e se non per loro per i figli, e se non per i figli per i nipoti… perché non esistono risorse infinite.

Per chi ha vive la propria vita con questa consapevolezza, il turismo ecosostenibile non può che essere la via logica per  le vacanze. Perciò avanti con campeggi spartani, e cicloturismo, e riscoperta dei piccoli paradisi alle porte di casa.  Di nuovo al via le vacanze in treno – come si faceva una volta – con solo uno zaino in spalla e il sacco a pelo: e attenzione a non gettare cartacce o bottiglie in giro, naturalmente. Tutto nella differenziata!