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Sentirsi belle con le centrifughe nelle proprie cucine

Ma poi e allora a me viene da chiedermi anche e pure se e dove si possano ottenere importanti e ulteriori opinioni se non qui e su un magazine che sappia anche e pure rafforzare e prendere il meglio da ogni singola cosa e che sia così vario come è appunto su questi lidi che ci offrono poi anche tanti e molte occasioni e di fare centrifughe per le proprie necessità di vitamine ma anche e pure e insieme anche tante e notizie con riguardo a ruolo e ricchezza di un buon blog su argomenti di vario ordine.

Da questi infatti si può procurarsi un quadro anche e se probabile pure più ultimato della intera ricchezza di varietà di centrifugati di frutta di cui all’elenco che a noi desta interesse e ci accoglie e che è di nostra più grande interesse e pure e anche una buona e grande ottenimento di ogni singola cosa. E che ne dite di una piena consapevolezza delle ricchezze de fondo e poi cosa dirvi se non di avanzare nella lettura e in questa informazione in sé e per sé che vi offre il ruolo pieno di una realizzazione per la propria salute, e per ottenere una singola cosa?

Ma ecco che io giusto e proprio ieri ho acquistato una centrifuga per rafforzare le mie migliori cose e i miei migliori e ottimi risultati in ogni singola cosa e ho dovuto accaparrarmi tra i tanti ma tanti davvero modelli vari quale fosse quello giusto per me. Lo ben sapete quanto sia difficile? Però per mia grande sorte ho trovato qualche buon consiglio e pure qualche buon input di salute a se stessi e a ogni singola cosa. E si sa che la rete ha sempre tanti consigli da dare e tante buone info da dare a chi cerca e vuole una qualsiasi cosa e in fondo è così che è andata.

Amo in specie quelle di albicocca e di arancia, sapete?

Dopotutto, io sono in fondo ben certo che ci siano grandi spazi per raggiungere un ruolo tutto suo e proprio e che dia tante belle e successivi effetti in pieno significato con una vita di tanta importanza che lascio a voi comprendere ed analizzare, da quanto voi sapete considerare poi esso in fondo sia e possa sempre essere e io vi dico di continuare a valere in sé e per sé.

Devi partire e il tuo alluce ti fa dei brutti scherzi?

Chi desideri fare sport o chi voglia andarsene  in giro per il mondo e non può farlo, a causa della patologia dell’alluce valgo, sa quanto sia frustrante e doloroso dover rinunciare a qualcosa di programmato, magari da mesi, per un problema che può riacutizzarsi quando meno te lo aspetti. E un problema ai piedi, oltretutto, che per noi viaggiatori è sempre gravissimo!

Se, infatti, le cause alluce valgo possono essere lontane nel tempo e dovute ai fattori più svariati, da una postura non corretta a scarpe non comode, addirittura a problemi dentali, il problema in sé può avere vari stadi di dolore, da uno minimo a uno che veramente rende impossibile camminare o fare altre attività che prevedano l’uso dei piedi in forma eretta. E’ la borsite, ovvero l’infiammazione, che crea i maggiori problemi alla deambulazione, e chi si è trovato in viaggio a dover affrontare questo guaio sa di cosa parlo.

Per quanto il ricorso alla chirurgia sia alla fine l’unico sistema realmente efficace e consigliato nei casi più gravi, è anche una risorsa alla quale bisogna attingere proprio quando non se ne può fare a meno. Ci sono altri sistemi, meno invasivi e di gran lunga meno dolorosi, a cui si può ricorrere nel caso l’alluce valgo non sia agli stadi peggiori.

Intanto, si pensa che questo problema sia dovuto in buona parte a fattori ereditari. Se perciò avete nonne, nonni o genitori (ma la patologia è soprattutto femminile) con l’alluce valgo, state attente/i! Controllate anche i vostri figli, perché l’alluce valgo può anche comparire come conseguenza del piede piatto. E iniziate da subito a portare scarpe comode, in cui tutte le dita trovino il loro spazio naturale per muoversi.

Ma quando ormai ci siete, e la borsite si fa sentire, la prima cosa da fare è mettere il ghiaccio. Si tratta di un’infiammazione, quindi se lo mettete subito all’inizio ci può essere una buona regressione del fenomeno, anche se nei primi due giorni sarebbe bene non intraprendere attività che costringano a stare troppo in piedi. Non posso garantirvi che vi farete senza problemi tutto il Camino di Santiago, ma di sicuro almeno qualche giro turistico potrete farlo…

Sport ed eco-compatibilità

Se andate a cercare sport eco-compatibili su Internet, il primo risultato corrisponde al parkour sulla Striscia di Gaza. Sì, evidentemente questo è considerato uno sport (sulla qual cosa avrei dei dubbi), e l’eco-compatibilità effettuata sulla Striscia di Gaza evidentemente è il massimo.

Detesto vedere come alle cose si affibbino etichette. Che cosa abbia di ecocompatibile la striscia di Gaza è duro a dirsi. A parte la bellezza (di sicuro non siamo in un parco nazionale) trovo che anche lo spirito non abbia grande possibilità di elevarsi.

E poi, cheese-rolling e wife-carrying. Altri due sport eco-compatibili, secondo qualcuno. Il Cheese-rolling consiste nello spingere una forma di formaggio giù per una collina, correndole dietro. A parte la mia naturale attenzione allo spreco di cibo, per cui già rabbrividisco per l’infima fine di un buon formaggio (forse, chissà!, ma credo che una forma difettosa non potrebbe correre giù per una collina, la eliminerebbero nei controlli pre-gara), mi chiedo quale possa essere il divertimento nel correre a grandi balzi dietro un formaggio saltellante, se non 1) l’implicito desiderio di vederlo piombare a capofitto in un gruppo di gitanti, o 2) la speranza che qualcuno, nella rincorsa, si catapulti verso un disastroso atterraggio (il che gioverebbe molto al buonumore, credo).

E che dire che wife-carrying? Una corsa con la moglie sulle spalle come un sacco di patate, testa ciondolante e gambe saldamente allacciate al collo del consorte?  Perché credo che i mariti non possano in alcun modo sorreggere le mogli, che infatti indossano un casco. Non vorrei ripetermi, ma sono perplesso.. Anzi, no: non mi ripeto, perché questo non l’avevo ancora detto.  Sono perplesso!

Ma quegli sport eco-compatibili come la passeggiata, la corsa, la bicicletta, il nuoto, l’arrampicata, il nordic walking (mettiamoci anche qualcosa di straniero!). Quegli sport che oltretutto ti puoi concedere anche quanto sei in vacanza (ecocompatibile, naturalmente) perché non sporcano, non danneggiano, non inquinano. Quegli sport che ti fanno solo bene, e che fanno bene al nostro mondo, ma dico… dove sono finiti?

Non voglio tirare palate di fango su due passatempi senz’altro gradevoli come i suddetti, anche se sul parkour nella Striscia di Gaza continuo ad avere le mie perplessità. Ma chiamarli sport, e oltretutto eco-compatibili! Naaaaaaaa…