Abbiamo notato più volte come nella maggior parte dei paesi europei vi siano facilitazioni per  chi è costretto sulla sedia a rotelle o per chi, avendo figli piccoli, è ugualmente costretto a fare uso di carrozzine o passeggini. Qui in Italia siamo come al solito molto lontani, anzi lontani anni luce da certe situazioni che invece nel Nord Europa sono la normalità.

Il problema è che non ci si rende conto di come l’essere in sedia a rotelle possa essere drammatico quando si decide di intraprendere un viaggio. Dato per scontato che non lo si può fare da soli ma si deve sempre essere accompagnati, è facile  che i mezzi di trasporto non supportino in alcun modo la sedia a rotelle né, quanto a questo, le carrozzine o i passeggini, anche i passeggini leggeri che pure sono davvero poco ingombranti e, per lo più, pieghevoli.

Solo ora si comincia a vedere, su qualche bus urbano, la piattaforma che permette alle sedie a rotelle di salire dalla strada al pianale. Ma questa è ancora un oggetto misterioso per molti, e quasi sempre impossibile da trovare sulle linee aeree, dove anzi le sedie a rotelle con i loro occupanti, ma anche i bambini piccoli, non sono i benvenuti…. Forse dimenticandosi che questi bambini che ora sono piccoli domani saranno i loro principali clienti. Brutta, bruttissima pubblicità indiretta!

Ma la cosa peggiore, forse, è notare come la maggior parte dei compagni di viaggio se ne strafreghi delle disavventure di chi deve per forza viaggiare con mezzi più scomodi e più ingombranti. Raramente mi è successo di veder tendere una mano – almeno qui in Italia – a chi arranca per salire su un treno o su un bus, con figlio in collo e passeggino al braccio… sì, sarà anche un passeggino leggero, ma una mano tesa è sempre un gesto gradito. All’estero l’ho visto accadere un po’ più spesso, ma mai quanto mi sarebbe piaciuto. E la cosa, secondo me, sta peggiorando invece di migliorare. Non solo le autorità fanno poco per aiutare chi è in difficoltà (ma questo lo vediamo in molti altri settori, e per molti altri problemi), ma anche gli individui pensano sempre meno agli altri: di questi tempi, invece, sarebbe opportuno pensare di più a chi ci sta attorno, e guardare meglio… c’è sempre qualcuno che sta peggio di noi, che ha bisogno di aiuto.