Mentre stavo tornando dalla Scozia in un viaggetto che ho fatto questa estate con marito e figli, sulla Manica mi è capitato di guardare giù e di vedere, apparentemente nell’acqua, tante pale eoliche dalla parte francese. La cosa mi ha incuriosito e quando sono arrivata a casa ho cercato di scoprire di più. E sono rimasta basita: Francia, Inghilterra, Germania, anche Olanda… sono anni che pianificano la costruzione di queste “centrali eoliche” offshore. Alcune ad oggi sono già state fatte, altre sono in fase di costruzione. Ma comunque il Nord Europa sta lavorando attivamente per utilizzare al meglio l’energia eolica.

Da noi, ogni volta che si alza una pala eolica è una tragedia ambientalista. Deturpano il paesaggio, dicono. Lo trasformano, lo rendono diverso da quello che era. Ma io mi chiedo: un paesaggio, per essere bello, deve per forza restare sempre quello che era? E poi, che era quando, con precisione? Nel giurassico, ai tempi di Roma imperiale, dopo la calata dei Barbari, nel Rinascimento, nell’ottocento….

Si presume di sapere che cosa sia più bello, e di lasciarlo congelato a quello stadio? Se nel passato avessero pensato le stesse cose, rendiamoci conto di quali bellezze avremmo perso… chiese, strade, palazzi, ponti. Cose sorte dove prima non c’era niente o dove esistevano altre cose, magari non meno belle o interessanti. Ma è impossibile riuscire a conservare tutto, in un’eterna stratigrafia dove nulla viene distrutto o cambiato o coperto.

A me piacciono i panorami in cui si vede la mano dell’uomo, mi piace pensare che alla fine, anche se vincerà la natura e la specie umana scomparirà, qualcosa di noi resterà, immobile…. Uno scuro pannello solare che occhieggia semisepolto  dalla vegetazione, un cartello blu di un paese di montagna… chissà, qualcuno sentirà ancora, in un lontano futuro,  l’energia delle pale eoliche, anche quando queste saranno cadute a terra, divelte e dimenticate.

Ma ora io me le godo, le pale eoliche, ne ammiro la grandezza e la maestosità, il sordo rumore cadenzato. Mi piacciono proprio, queste silenti testimoni della nostra ricerca di qualcosa che non ci faccia troppo male, e che non faccia troppo male alla Madre Natura. Tutto sommato, credo che anche gli ambientalisti dovrebbero tacere e pensare a costi e benefici quando fanno la doccia e guardano la TV.