CATERINA BORGATO

 

    Non sono brava a presentarmi…
Così mi ha descritta un amico che sa come  lavoro e chi sono:

"Animo inquieto, nemmeno le morbide foschie della  Riviera del Brenta e l’esplosione dei colori quando il sole accarezza il  fiume e i giardini della sua casa sanno regalare a Caterina la voglia di  fermarsi.

Viaggiatrice per irrefrenabile impulso, con quella irrequietezza  che nasce dalla voglia di fare, di sperimentare, di capire, abbandona la  quiete della sua casa ogni volta che può.

Per viaggiare da sola (a volte ama  i tempi luoghi e il camminare silenzioso) o per regalare agli altri la sua  conoscenza dei luoghi e dei popoli.

Sono passati moltissimi anni da quando  ancora piccolina girava il mondo sotto l’occhio vigile della mamma. Destino  familiare, “vizio” di famiglia?

Forse… di certo da allora non ha mai  rallentato la corsa, non le è mai venuta meno la voglia di attraversare il  mondo con mente aperta e indescrivibile curiosità.

Quel mondo fatto di  paesaggi grandiosi, di tramonti che tingono l’anima ancor prima che il  cielo; fatto di uomini da incontrare e capire, fatto di culture profonde da  conoscere e da confrontare, di usanze lontane, di arte preziosa: un mondo  “vivo” che sa spalancare le sue porte e i suoi segreti a chi sa leggerli. 

Bizzarro e curioso animo di viaggiatrice, dotata di quella forza e di quei  carisma che nascono dall’esperienza e dalla conoscenza, quando accompagna  Caterina diventano attenta a soddisfare tutte le curiosità dei viaggiatori  che a lei si affidano e che ripaga facendo loro scoprire non soltanto  luoghi, ma soprattutto emozioni".

Alla rassegna 2011 "Cè Mondo fuor da queste mura" ha presentato:
"Yemen: passaggio nell'isola di Socotra:
esperienze di vita in uno dei  luoghi più incontaminati del pianeta"

Una nazione, ma due mondi radicalmente  diversi…l’Arabia Felix  affascina per la sua storia millenaria, per lo  splendore di cui godettero nell’antichità le grandi civiltà carovaniere che  la popolarono e che per secoli furono guardiane della via dell’incenso,  delle spezie e del corallo, affascina per la sua architettura così varia e  ricca, per le tradizioni ancora vive e radicate nonostante tutto, per  l’origine e l’orgoglio tribale della sua gente, per la bellezza delle  montagne, del deserto, delle coste che la circondano.

Socotra incanta per la  bellezza ancora primordiale della sua natura, per l’incredibile biodiversità  concentrata in poco più di 3000 km quadrati, perché è un luogo di ricerca  ambito da botanici, biologi, zoologi…la ricerca naturalistica, iniziata  nell’800, riserva continuamente sorprese, nella piana costiera, sugli  altopiani, tra le valli nascoste e sulle cime del massiccio dell’Hajjeher.

E poi il popolo di Socotra, un popolo antico e puro, il  cui sangue ha geni che vengono da molto lontano…Greci, Indiani, Africani,  Portoghesi…e ancora indietro Egiziani, Babilonesi; Socotra nell’antichità  era famosa, conosciuta, territorio di conquista, l’avamposto più meridionale  dei regni sudarabici, unico “scoglio” nel mezzo dell’ Oceano  Indiano…dall’India a Socotra a Qana…e poi su a nord, verso le oasi del mondo  conosciuto, verso il  Mediterraneo e da qui al contrario per  ritornare…Socotra centro mondiale della produzione di aloe, incenso, mirra e  sangue di drago, la resina della Dracaena cinnabari …in tanti la conoscevano  per questo e perché si pensava che il suo popolo fosse abile negli  incantesimi…Marco Polo, ne sentì parlare da mercanti e marinai mentre  attraversava lo Stretto di Hormuz di ritorno dal suo lungo ed incredibile  viaggio nella terra dei Khan…e di lei fece scrivere nel suo meraviglioso  libro, Il Milione.

Il popolo di Socotra…la sua umiltà e dignità, le  tradizioni antiche, le regole non scritte, ma severamente e minuziosamente  seguite, il rispetto della natura e l’indispensabile simbiosi con essa…la  sopravvivenza in una terra difficile, isolata per mesi a causa dei venti  monsonici e per la sua posizione geografica…Socotra e la sua civiltà  bellissima…quasi un miraggio, Socotra e la  sua fragilità.

Solo la  consapevolezza di un approccio “delicato”, etico e responsabile potrà mantenerla unica a lungo. Socotra, uno dei luoghi più sicuri del  pianeta, è stata eletta patrimonio Unesco dell’Umanità e della Biosfera dal  2008.

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