SOSTEGNO ALL'INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEI BAMBINI GUARANI'
Progetto di cooperazione presso la città di Gutierrez, sud della Bolivia
In Bolivia ai problemi legati alla povertà, uno di questi è la mancata scolarizzazione dei bambini delle classi povere, si aggiunge l’emarginazione sociale dei popoli originari. Il popolo Guaranì è uno di questi e nel sud della Bolivia, dove vive, è tra i più emarginati. Oggi si assiste ad un risveglio della popolazione Guaranì che intende salvaguardare la propria dignità e cultura e la gente si sta riorganizzando anche socialmente per il riconoscimento della propria identità. Una delle istanze più richieste è una migliore scolarizzazione. Il nuovo governo ha riconosciuto l’insegnamento bilingue nelle scuole, nel nostro caso lo spagnolo e il guaranì, ma la scarsità di risorse impedisce la piena attuazione di questi progetti.
I Fagiani nel Mondo hanno deciso di partecipare ad un progetto di integrazione scolastica promosso dalla Comunità di Frati Francescani, presenti da molti anni in Bolivia, e dal “Teko Guarnì”, una associazione di base che ha organizzato l’alfabetizzazione, la formazione di maestri locali e l’elaborazione di testi per la scuola. Il progetto prevede il pagamento dello stipendio annuale (circa 1500 euro) ad un insegnante/educatore di madrelingua nella scuola della comunità Guaranì di Sausalito, per un periodo di tre anni. Per questo motivo il ricavato della tradizionale cena, che i Fagiani nel Mondo organizzano ogni anno a dicembre, sarà destinato a questo progetto.
BOLIVIA Volantino cena - mar.2007.pdf
Il cambiamento climatico: “Salviamo il pianeta dal capitalismo"
Oggi, la nostra Madre Terra è ammalata….
….. tutto si trasforma in merce: l’acqua, la terra, il genoma umano e quello dei vegetali, le culture ancestrali, la giustizia, l’etica, la morte, la vita stessa. Tutto, assolutamente tutto si vende e si compra nell’ottica del profitto….
Il "cambiamento climatico" ha posto tutta l'umanità di fronte a una grande scelta: continuare su questa via o intraprendere il percorso dell’armonia con la natura e del rispetto per la vita.
L'umanità è capace di salvare il pianeta se recupera i principi della solidarietà, della complementarietà e della armonia con la natura, in alternativa alla dominazione della concorrenza, del guadagno e del consumismo sulle risorse naturali.
Un accorato appello all’Umanità, che Evo Morales, Presidente della Bolivia, porge ai “fratelli e sorelle” di questa Madre Terra. Una riflessione tracciata in venti punti per prospettare un nuovo equilibrio, una nuova condivisione, un diverso futuro. Sono poche pagine che descrivono il fermento ideale che molti paesi del Sud America stanno vivendo, trasformando anche le proprie Costituzioni per restituire alla Madre Terra la considerazione che le spetta, nella progressiva ricerca di nuovi modelli di sostenibilità. Buona lettura.
Intervento di Evo Morales sul Cambiamento climatico.pdf
TUTELA DELL'AMBIENTE: UN CONFRONTO TRA LE COSTITUZIONI
Il “buen vivir”: le costituzioni di Bolivia ed Ecuador
Il primo motivo sono le norme specifiche a favore dell’ambiente, dei beni comuni, dello sviluppo sostenibile, per restare agli argomenti che più ci interessano. Si tratta di norme costituzionali molto innovative che, se rispettate, garantiranno un uso delle risorse naturali tale da non comprometterne l’equilibrio e la loro rinnovabilità.
Sappiamo che non sarà né semplice né automatico; e che servirà la mobilitazione e il controllo delle forze sociali e politiche per garantire l’implementazione e il rispetto di quanto previsto in queste due costituzioni. Ma dal punto di vista del diritto costituzionale si tratta di un importante passo in avanti. Basti pensare che per la prima volta viene riconosciuto alla natura il diritto soggettivo alla tutela e al rispetto. Come tradurre in pratica questa idea non è dato ancora saperlo, ma è incoraggiante, per chi si mobilità a favore dell’ambiente, sapere che qualche nazione ha deciso di porsi questo obiettivo.
Altro aspetto molto importante è la tutela dei diritti dei popoli indigeni attraverso la costituzione di uno stato plurinazionale. Che non ha niente a che fare con le ventilate secessioni nostrane. Si tratta invece della costruzione di uno stato plurale che si mantiene unito garantendo ad ogni popolo indigeno la sua autonomia e identità: tutto il contrario di quello che vorrebbero fare da noi.
L’altro motivo che segna l’importanza di queste due nuove costituzioni è l’idea del “buen vivir”. Si tratta di una proposta e allo stesso tempo di una risposta alla crisi ambientale che investe il pianeta e alla crisi di civiltà che investe il mondo occidentale.
Il “buen vivir”, il “vivere bene”, è un rapporto con la natura basato non sull’uso strumentale e disarmonico delle risorse naturali, che considera la specie umana superiore alle altre specie e con il diritto di impossessarsi e usare a suo piacimento le risorse del pianeta, ma di un rapporto armonico e rispettoso della natura e delle altre specie animali e vegetali, perché l’uomo altro non è che una delle specie presenti nella natura, la quale è considerata dal pensiero indigeno una grande madre, la “pachamama”. Si vive bene se si vive in armonia con essa.
Il presidente della Bolivia Evo Morales ha sintetizzato bene questo concetto dicendo “l’uomo deve vivere bene e non vivere meglio”. Solo in questo modo sarà possibile vivere in pace tra le nazioni, con noi stessi e con la natura.
Con un incontro pubblico, organizzato con l'Università di Verona il 26.02.2010, abbiamo voluto proporre un confronto sul diverso approccio con cui le diverse Costituzioni, di Bolivia, dell'Equador, il Trattato Europeo di Lisbona e la Costituzione Italiana, si relazionano all'ambiente.
La traduzione in italiano è stata fatta dall’associazione “A Sud” (www.asud.net). Buona lettura.
Convegno Università - 26.02.2010
Costituzione Bolivia
Costituzione Ecuador