Turismo ecosostenibile: il punto di partenza

Parlare di turismo ecosostenibile è oggi molto più importante che in passato. Perché, visto che gli stati non intervengono in modo deciso sulla questione ambientale, sta a noi – nella nostra breve esistenza umana – cercare di fare il possibile per lasciare una Terra decente ai nostri figli.

Il turismo ecosostenibile non è altro che la voglia di viaggiare, e l’effettiva attuazione di questo desiderio, di persone già profondamente “eco-sensibili” nel luogo in cui abitano. Non puoi voler fare del turismo ecosostenibile se non fai raccolta differenziata dove vivi, se non insegni ai tuoi figli il rispetto per il territorio, se non eviti di comprare al supermercato prodotti che arrivano dall’altra parte del mondo… perché in Italia non è la loro stagione.

Trovo che l’eco-sensibilità – termine da me coniato in questo momento – non sia altro che la consapevolezza che la Terra è una sola. Non pretendo che se ne faccia una divinità, ma che le venga tributato il rispetto che merita… perché ci nutre tutti, e siamo tantissimi! Continue reading

Perché Fagiani

Memorie della fanciullezza, quando ero ancora ignara di tante cose, mi riconducono alle giornate – di solito la domenica- quando mio padre andava a caccia. A quel tempo… io non sono tanto giovane, sapete …. La caccia era una cosa del tutto normale, che noi ragazzini vivevamo con pochissima curiosità e ancor meno coscienza.

L’elemento più caratterizzante erano sicuramente le piumette di fagiano che svolazzavano nell’aria, quando la nonna o la zia li spennavano. Già… non si presentavano nudi di fronte al tegame, ma andavano prima spennati, e puliti. Sì, sì… capisco che queste cose facciano stare male chi ora si professa vegetariano. Ma, torno a dire, a quei tempi erano del tutto normali. Continue reading

Sport ed eco-compatibilità

Se andate a cercare sport eco-compatibili su Internet, il primo risultato corrisponde al parkour sulla Striscia di Gaza. Sì, evidentemente questo è considerato uno sport (sulla qual cosa avrei dei dubbi), e l’eco-compatibilità effettuata sulla Striscia di Gaza evidentemente è il massimo.

Detesto vedere come alle cose si affibbino etichette. Che cosa abbia di ecocompatibile la striscia di Gaza è duro a dirsi. A parte la bellezza (di sicuro non siamo in un parco nazionale) trovo che anche lo spirito non abbia grande possibilità di elevarsi.

E poi, cheese-rolling e wife-carrying. Altri due sport eco-compatibili, secondo qualcuno. Il Cheese-rolling consiste nello spingere una forma di formaggio giù per una collina, correndole dietro. A parte la mia naturale attenzione allo spreco di cibo, per cui già rabbrividisco per l’infima fine di un buon formaggio (forse, chissà!, ma credo che una forma difettosa non potrebbe correre giù per una collina, la eliminerebbero nei controlli pre-gara), mi chiedo quale possa essere il divertimento nel correre a grandi balzi dietro un formaggio saltellante, se non 1) l’implicito desiderio di vederlo piombare a capofitto in un gruppo di gitanti, o 2) la speranza che qualcuno, nella rincorsa, si catapulti verso un disastroso atterraggio (il che gioverebbe molto al buonumore, credo).

E che dire che wife-carrying? Una corsa con la moglie sulle spalle come un sacco di patate, testa ciondolante e gambe saldamente allacciate al collo del consorte?  Perché credo che i mariti non possano in alcun modo sorreggere le mogli, che infatti indossano un casco. Non vorrei ripetermi, ma sono perplesso.. Anzi, no: non mi ripeto, perché questo non l’avevo ancora detto.  Sono perplesso!

Ma quegli sport eco-compatibili come la passeggiata, la corsa, la bicicletta, il nuoto, l’arrampicata, il nordic walking (mettiamoci anche qualcosa di straniero!). Quegli sport che oltretutto ti puoi concedere anche quanto sei in vacanza (ecocompatibile, naturalmente) perché non sporcano, non danneggiano, non inquinano. Quegli sport che ti fanno solo bene, e che fanno bene al nostro mondo, ma dico… dove sono finiti?

Non voglio tirare palate di fango su due passatempi senz’altro gradevoli come i suddetti, anche se sul parkour nella Striscia di Gaza continuo ad avere le mie perplessità. Ma chiamarli sport, e oltretutto eco-compatibili! Naaaaaaaa…

Padelle in ceramica: la terracotta e la porcellana

Adoro la ceramica, sempre adorata,se potessi riempirei la casa di oggettistica in ceramica, ma mio marito me lo proibisce e quindi ho deciso di riempire tutta la mia cucina con pentole di ceramica fantastiche, davvero ottime per la conduzione di calore e poi ormai so bene come trattarle e cosa cucinarvi, quindi ho deciso di regalarti una piccola guida su come si fa a riempire la tua casa di tutto quello che ti serve per cucinare con la ceramica e ancora meglio per capire bene le diverse tipologia sule mercato!

Scegli la terracotta o la porcellana?

La ceramica è un materiale molto delicato, che però ci presta molto bene agli accessori da cucina, perché la ceramica comprende molti materiali diversi come il coccio o terracotta, e sono e tram e molto valide per cucinare.

Per esempio la terracotta e un materiale completamente naturale e funziona anche come isolante termico, il che significa che anche se il tempo di riscaldamento è più lungo, mantengono anche il calore nei cibi, una volta che hanno raggiunto la temperatura giusta. Quindi se decidi di cucinare qualcosa per la quale serva una fiamma bassa, e un riscaldamento uniforme, questa pentola fa davvero al co tuo.

Mia madre per esempio cucina sempre le minestre, il risotto, o lo stufato. E il loro sapore cambia da quando le cucini in un altra pentola, si tratta delle pentole perfette per cucinare questa tipologia di piatti, che io amo moltissimo.

Ovviamente la terracotta è davvero molto delicata. Quindi se non presti attenzione anche nel pulire le padelle di questo materiale rischi di scheggiare o di romperle subito.
Prima di utilizzarla immergila in acqua fredda per almeno dodici ore e in caso dovresti ripetere l’operazione, e farlo tutte le volte dopo che cucini. In questo modo preservi il suo stato al 100%.

E poi, non fare come ho fatto io, l’ho messa su fiamma alta la prima volta e la stavo rovinando ancor prima di utlilizzarla. Le pentole di terracotta si puliscono molto facilmente, basta solo riempirle di acqua calda, in questo modo rilasciano il grasso incorporato nella lunga cottura. Successivamente, puoi lavare con del detersivo, utilizzando le spugnette antigraffio per evitare di rovinare la parte smaltata.

Un’altro materiale altrettanto delicato è la porcellana, un altra tipologia di padelle in ceramica, che non andrebbe mai presa per gli accessori in acciaio solo rivestiti in ceramica. Potrebbe ricordarvi molto la porcellana, perché i rivestimenti sono fatti molto bene, ma non è ceramica, quindi capirai come poter distinguerli. Sicuramente anche per il loro prezzo, anche perché la porcellana è un materiale davvero importante e molto famoso.

La porcellana si presta molto bene alla cottura di zuppe e anche la cottura in forno o nel microonde. Devi sono evitare la fiamma diretta, e si tratta di un materiale molto fragile per cui cerca di prestare la giusta attenzione quando lo utilizzi.

Sentirsi belle con le centrifughe nelle proprie cucine

Ma poi e allora a me viene da chiedermi anche e pure se e dove si possano ottenere importanti e ulteriori opinioni se non qui e su un magazine che sappia anche e pure rafforzare e prendere il meglio da ogni singola cosa e che sia così vario come è appunto su questi lidi che ci offrono poi anche tanti e molte occasioni e di fare centrifughe per le proprie necessità di vitamine ma anche e pure e insieme anche tante e notizie con riguardo a ruolo e ricchezza di un buon blog su argomenti di vario ordine.

Da questi infatti si può procurarsi un quadro anche e se probabile pure più ultimato della intera ricchezza di varietà di centrifugati di frutta di cui all’elenco che a noi desta interesse e ci accoglie e che è di nostra più grande interesse e pure e anche una buona e grande ottenimento di ogni singola cosa. E che ne dite di una piena consapevolezza delle ricchezze de fondo e poi cosa dirvi se non di avanzare nella lettura e in questa informazione in sé e per sé che vi offre il ruolo pieno di una realizzazione per la propria salute, e per ottenere una singola cosa?

Ma ecco che io giusto e proprio ieri ho acquistato una centrifuga per rafforzare le mie migliori cose e i miei migliori e ottimi risultati in ogni singola cosa e ho dovuto accaparrarmi tra i tanti ma tanti davvero modelli vari quale fosse quello giusto per me. Lo ben sapete quanto sia difficile? Però per mia grande sorte ho trovato qualche buon consiglio e pure qualche buon input di salute a se stessi e a ogni singola cosa. E si sa che la rete ha sempre tanti consigli da dare e tante buone info da dare a chi cerca e vuole una qualsiasi cosa e in fondo è così che è andata.

Amo in specie quelle di albicocca e di arancia, sapete?

Dopotutto, io sono in fondo ben certo che ci siano grandi spazi per raggiungere un ruolo tutto suo e proprio e che dia tante belle e successivi effetti in pieno significato con una vita di tanta importanza che lascio a voi comprendere ed analizzare, da quanto voi sapete considerare poi esso in fondo sia e possa sempre essere e io vi dico di continuare a valere in sé e per sé.

Un telecomando universale per tutta casa mia

Sapete una cosa? Da quando mi sono comperato un telecomando universale per la mia casa, mi sono trovato a dir poco bene. Niente più caos ai fini di una ricerca continua e assurda del telecomando che è giusto per ogni singolo televisore, niente più stress e urla con gli altri per capire dove i nostri familiari o i nostri coinquilini abbiano lasciato il telecomando la ultima volta che lo hanno usato… insomma, or ora si sta molto ma molto meglio, in quanto in questo tipo si può stare in bene e per bene.

Comunque sia, io vi voglio consigliare di stare attenti anche e se pure del caso di cui tutti voi potete andare a cercare un telecomando universale, il quale infatti io vi dico vi possa dare e fare anche in tutto e per tutto una soluzione totale e definitiva per le vostre ansie da telecomando dove sei e da televisore accenditi ti prego, insomma se voi capite che cosa io intenda per questo modo e per questo continuo tipo di descrizione ai fini di una valutazione autonoma e anche e pure integrale, dal punto di vista di una valutazione che abbia anche e pure un significato autonomo.

Però se anche voi poi volete pure valutare un significato che abbia anche il valore di rispondere al vostro valore e al vostro significato e anche e in specie alla vostra definizione di telecomando universale, allora io vi consiglio di andare avanti e di prendere in considerazione anche voi un acquisto di questo tipo, e che sia dunque e pure in grado di aiutare e di venire incontro a chi in casa ci si perde e ogni volta sta lì a cercare e a non trovare il ruolo e il perfetto significato di un telecomando universale, appunto.

Quanto relax in più, a vostro parere?

Bisogna anche capire però quali siano le vostre esigenze e i vostri bisogni specifici, in quanto se noi non abbiano una considerazione specifica e anche e pure vicina proprio a quella che è la tua situazione specifica, allora è e diventa ben difficile poi valutare in singolo e in tutto e per tutto ogni singolo valore di quello che significa e che valuta anche e pure di tutto quanto e di ogni singolo valore. Ma come potete pensare che un valore autonomo vada e dica pure, se voi non lo considerate?

Senza la radiosveglia io proprio non mi alzo dal letto

Io non so se voi lo sapete, ma è proprio vero che se io non mi trovo ben tranquillo a essere svegliato dal trillo che a volte è in sé e per sé odioso di una radiosveglia, mi ci trovo a impazzire, per il semplice fatto che una cosa non va: io non so proprio che cosa ci si possa fare insomma se in questo modo mi accorgo che non vi è la possibilità di acquistare o di piazzare comunque e in altri modi in sé e per sé una radiosveglia sul comodino di casa propria. Sapete infatti che vi è proprio da stare bene attenti, e migliorare la propria esperienza di risveglio?

Comunque sia, è ben chiaro che voi dovete anche e pure considerare che il singolo significato di ogni valore autonomo che si faccia in fondo di quando in quando, nonché in sé e per sé, e ancora e di nuovo anche a valutare e a relazione un particolare rapporto difficile che io vi dico essere quello tra un uomo e la sua radiosveglia. Insomma, a volerla proprio dire tutta, vi è ben poco da fare in questo senso e in questo modo, dal momento che questo determina in tutto e per tutto un risultato autonomo.

Però questo non vale in un senso e in una ottica di questo tipo, il fatto di doversi alzare di prima mattina e così presto, non basta a dire che non vi è il fatto di dare un ottimo risultato che sia però e appunto non solo autonomo e in sé e per sé, ma anche e pure il singolo fatto e il singolo risultato che abbia pure e poi a che fare di nuovo e in una considerazione autonoma e complessiva, ma non va bene in questo senso di risolvere una cosa così e cosà.

Il risultato migliore quale sarebbe mai? Bella domanda!

E comunque io vi chiedo e anche e pure vi consiglio di stare bene attenti a dover o poter anche risultare ogni singola cosa, perché e in questo modo voi potete anche andare a fare o a risolvere il massimo di ogni singola cosa e risultato, il che significa di poter risolvere il minimo e il massimo di ogni risultato. Ma questo risultato non basta, perché in questo modo voi sapete che bisogna prestare una attenzione autonoma e propria verso la radiosveglia, e così sia.

In cucina col telefono cordless, ma con cautela!

Io vi dico che non è mica male andare a fare un lavoro in cucina anche e pure potendo in tutto e per tutto fatto una cosa di questo tipo, che è infatti quello del valore di una piena operazione di cucina anche in una ottica complessiva di telefonata. Infatti, io vi dico, se avete un telefono cordless potete continuare per esempio a mescolare nella vostra pentola, senza per questo dovervi interrompere. Ma è ben chiaro che non si può proprio fare a meno e in sé e per sé di già, del valore di una grande cautela.

Non si può mica infatti rischiare, nel momento in cui si maneggiano cose come i coltelli, o come le pentole bollenti, di lasciarsi distrarre dal telefono e dalla telefonata, perché questo appunto può dare il rischio di farsi del male, e questo non ce lo si può proprio mica mai permettere, e io ve lo dico in tutta e assoluta serietà, e dunque state bene attente. E sì, lo dico a voi donne, perché è raro che gli uomini si mettano a maneggiare roba in cucina, men che meno con il telefono all’orecchio: non sono mica in grado di fare due cose insieme, lo sapete o no?

Provate allora anche e pure a considerare il valore del tutto intrinseco di una valutazione in tutto e per tutto complessiva di questo punto, anche se dovete allora voi considerare il punto di un telefono cordless migliore che dà in tutto e per tutto grandi risultati ai fini di una valutazione sia autonoma che complessiva di un significato che è quello di una multifunzionalità in cucina, e del poter risparmiare tempo nel fare più cose tutte insieme, e non è cosa da poco, io vi dico.

E dunque fate sempre attenzione, colleghe mie

Non è infatti cosa da poco andare a considerare quale utilità possa avere per la donna domestica di tutti i giorni la possibilità di stare a compiere insieme e contemporaneamente i compiti di parlare al telefono e di cucinare per la famiglia, e questo però senza togliere mai, come già vi ho detto e voi sapete, anche di dover valutare in tutto e per tutto e in ogni cosa, anche il completamento di un ciclo di attenzioni e di cure che non sarebbe mica da nulla, se voi mi capite che cosa io vi dica.

La tenda da campeggio che resiste alle piogge

Insomma, io non so se voi siate mai stati prima oppure no entro un campeggio, che sia stato con i vostri amici o anche e pure con il vostro oratorio, o invece ancora e pure con la vostra famiglia; fatto sta che, e io ve lo dico se voi non ci siete mai stati prima, che la vita in campeggio vi farà provare una paura particolare e non da poco: ossia, l’acqua, dato che la pioggia rischia di cascarvi dentro la tenda e di rovinarvi non solo il sonno, ma anche e pure i vostri bagagli e il resto insieme.

Da questo punto di vista, io credo che voi potreste allora anche preferire un diverso e altro tipo di valutazione, che è poi a mio modesto parere quella che concerne lo spazio interno della vostra tenda da campeggio, la quale deve essere abbastanza comoda da farci star dentro tutti coloro che vi devono trovare spazio, e insieme avere anche uno spazio per tenerci i bagagli o gli zaini e insomma tutto quello che vi dovete portare dietro. Io però vi consiglio di controllare sempre che sappiano resistere alla acqua, e ai suoi rischi.

In fondo, la questione e la caratteristica propria della impermeabilità della tenda da campeggiare migliore è una qualità che oramai a mio modesto parere quasi tutte le tende da campeggio hanno e possono offrire: insomma, se non il cento per cento, almeno io credo e penso almeno l’ottanta per cento, tolte solo e giusto insomma quelle dal costo molto ma molto più basso. Poi voi però io vi dico di controllare su ogni singolo modello in sé e per sé se vi sia in effetti questa qualità di impermeabilità, perché in caso contrario appunto voi vi potreste trovare un po’ nei casini, ed è meglio evitare.

Con ogni condizione di meteo e di clima

In questo modo, io vi dico, potrete usare le vostre tende da campeggio in qualsiasi periodo dell’anno, o quasi, certo bisogna anche guardare quale sia la sua capacità di tenere caldo per l’inverno e di far filtrare un poco di aria quando invece la temperatura è alta. Insomma, in questo senso io vi consiglio comunque di stare bene attenti e di valutare ogni singola cosa in sé e per sé intesa, senza avere troppo riguardo ad aspetti secondari, ma guardando invece per bene quelli di maggior valore in senso di utilità.

Cosa mai si può fare con una nuova sega circolare?

Io credo che la prima cosa da dover fare dovrebbe essere a dir poco quello di impararne il miglior utilizzo, il quale permette infatti di raggiungere una buona soluzione e a sua volta una buona prestazione per ogni cosa che ci permette di raggiungere e di ottenere anche e pure ogni singola cosa e che di per certo e in conseguenza di ciò ci permette poi e pure e anche di ottenere dei risultati in fase di lavoro o di fai da te che sono di sicuro migliori.

Ma al di là di questa prima cosa che è appunto preliminare e dunque non ha a che fare con un uso diretto dello strumento di una sega circolare, è ben chiaro che essa sia per la maggior parte utilizzata a un fine ben preciso, ossia quello di dare un nuovo e ben preciso significato al termine di taglio di precisione e in specie per tutto quanto abbia a che vedere e dunque poi e in seconda battuta riguardi il mondo della lavorazione di precisione e sul breve e singola misura. Ma a questo punto è una condizione che non si pone a me e a te solo e soltanto in sé e per sé.

Al di là di una visione generale e superficiale della materia, comunque sia, diviene anche e pure ben necessario prestare una grande e notevole attenzione al mondo di una valutazione non solo quale strumento di fai da te, ma anche e pure (se non io dico anche e pure soprattutto!) in ambito lavorativo, che è poi secondo me là dove ci sono seghe circolari può dare il meglio di se stessa e tutto quanto è in suo potere e considerazione di dare, anche ai fini di una considerazione complessiva e totale.

La scelta in base alla precisione

E io credo che quando si va a comperare una sega circolare ci si debba trovare di per certo di fronte a una situazione di valutazione e di comparazione di valori, e in specie io credo e ritengo e qui vi dico che nella valutazione di una sega circolare da banco non si può fare a meno di valutare la sua precisione, che è il motivo principale per cui si compra uno strumento di questo tipo. Ossia, e appunto, operare dei tagli con tale precisione che a mano non si potrebbero ottenere, capite?

Più aiuto a chi è in sedia a rotelle, ha carrozzina o passeggino

Abbiamo notato più volte come nella maggior parte dei paesi europei vi siano facilitazioni per  chi è costretto sulla sedia a rotelle o per chi, avendo figli piccoli, è ugualmente costretto a fare uso di carrozzine o passeggini. Qui in Italia siamo come al solito molto lontani, anzi lontani anni luce da certe situazioni che invece nel Nord Europa sono la normalità.

Il problema è che non ci si rende conto di come l’essere in sedia a rotelle possa essere drammatico quando si decide di intraprendere un viaggio. Dato per scontato che non lo si può fare da soli ma si deve sempre essere accompagnati, è facile  che i mezzi di trasporto non supportino in alcun modo la sedia a rotelle né, quanto a questo, le carrozzine o i passeggini, anche i passeggini leggeri che pure sono davvero poco ingombranti e, per lo più, pieghevoli.

Solo ora si comincia a vedere, su qualche bus urbano, la piattaforma che permette alle sedie a rotelle di salire dalla strada al pianale. Ma questa è ancora un oggetto misterioso per molti, e quasi sempre impossibile da trovare sulle linee aeree, dove anzi le sedie a rotelle con i loro occupanti, ma anche i bambini piccoli, non sono i benvenuti…. Forse dimenticandosi che questi bambini che ora sono piccoli domani saranno i loro principali clienti. Brutta, bruttissima pubblicità indiretta!

Ma la cosa peggiore, forse, è notare come la maggior parte dei compagni di viaggio se ne strafreghi delle disavventure di chi deve per forza viaggiare con mezzi più scomodi e più ingombranti. Raramente mi è successo di veder tendere una mano – almeno qui in Italia – a chi arranca per salire su un treno o su un bus, con figlio in collo e passeggino al braccio… sì, sarà anche un passeggino leggero, ma una mano tesa è sempre un gesto gradito. All’estero l’ho visto accadere un po’ più spesso, ma mai quanto mi sarebbe piaciuto. E la cosa, secondo me, sta peggiorando invece di migliorare. Non solo le autorità fanno poco per aiutare chi è in difficoltà (ma questo lo vediamo in molti altri settori, e per molti altri problemi), ma anche gli individui pensano sempre meno agli altri: di questi tempi, invece, sarebbe opportuno pensare di più a chi ci sta attorno, e guardare meglio… c’è sempre qualcuno che sta peggio di noi, che ha bisogno di aiuto.

La bellezza dei panorami scolpiti dall’uomo

Mentre stavo tornando dalla Scozia in un viaggetto che ho fatto questa estate con marito e figli, sulla Manica mi è capitato di guardare giù e di vedere, apparentemente nell’acqua, tante pale eoliche dalla parte francese. La cosa mi ha incuriosito e quando sono arrivata a casa ho cercato di scoprire di più. E sono rimasta basita: Francia, Inghilterra, Germania, anche Olanda… sono anni che pianificano la costruzione di queste “centrali eoliche” offshore. Alcune ad oggi sono già state fatte, altre sono in fase di costruzione. Ma comunque il Nord Europa sta lavorando attivamente per utilizzare al meglio l’energia eolica.

Da noi, ogni volta che si alza una pala eolica è una tragedia ambientalista. Deturpano il paesaggio, dicono. Lo trasformano, lo rendono diverso da quello che era. Ma io mi chiedo: un paesaggio, per essere bello, deve per forza restare sempre quello che era? E poi, che era quando, con precisione? Nel giurassico, ai tempi di Roma imperiale, dopo la calata dei Barbari, nel Rinascimento, nell’ottocento….

Si presume di sapere che cosa sia più bello, e di lasciarlo congelato a quello stadio? Se nel passato avessero pensato le stesse cose, rendiamoci conto di quali bellezze avremmo perso… chiese, strade, palazzi, ponti. Cose sorte dove prima non c’era niente o dove esistevano altre cose, magari non meno belle o interessanti. Ma è impossibile riuscire a conservare tutto, in un’eterna stratigrafia dove nulla viene distrutto o cambiato o coperto.

A me piacciono i panorami in cui si vede la mano dell’uomo, mi piace pensare che alla fine, anche se vincerà la natura e la specie umana scomparirà, qualcosa di noi resterà, immobile…. Uno scuro pannello solare che occhieggia semisepolto  dalla vegetazione, un cartello blu di un paese di montagna… chissà, qualcuno sentirà ancora, in un lontano futuro,  l’energia delle pale eoliche, anche quando queste saranno cadute a terra, divelte e dimenticate.

Ma ora io me le godo, le pale eoliche, ne ammiro la grandezza e la maestosità, il sordo rumore cadenzato. Mi piacciono proprio, queste silenti testimoni della nostra ricerca di qualcosa che non ci faccia troppo male, e che non faccia troppo male alla Madre Natura. Tutto sommato, credo che anche gli ambientalisti dovrebbero tacere e pensare a costi e benefici quando fanno la doccia e guardano la TV.

Devi partire e il tuo alluce ti fa dei brutti scherzi?

Chi desideri fare sport o chi voglia andarsene  in giro per il mondo e non può farlo, a causa della patologia dell’alluce valgo, sa quanto sia frustrante e doloroso dover rinunciare a qualcosa di programmato, magari da mesi, per un problema che può riacutizzarsi quando meno te lo aspetti. E un problema ai piedi, oltretutto, che per noi viaggiatori è sempre gravissimo!

Se, infatti, le cause alluce valgo possono essere lontane nel tempo e dovute ai fattori più svariati, da una postura non corretta a scarpe non comode, addirittura a problemi dentali, il problema in sé può avere vari stadi di dolore, da uno minimo a uno che veramente rende impossibile camminare o fare altre attività che prevedano l’uso dei piedi in forma eretta. E’ la borsite, ovvero l’infiammazione, che crea i maggiori problemi alla deambulazione, e chi si è trovato in viaggio a dover affrontare questo guaio sa di cosa parlo.

Per quanto il ricorso alla chirurgia sia alla fine l’unico sistema realmente efficace e consigliato nei casi più gravi, è anche una risorsa alla quale bisogna attingere proprio quando non se ne può fare a meno. Ci sono altri sistemi, meno invasivi e di gran lunga meno dolorosi, a cui si può ricorrere nel caso l’alluce valgo non sia agli stadi peggiori.

Intanto, si pensa che questo problema sia dovuto in buona parte a fattori ereditari. Se perciò avete nonne, nonni o genitori (ma la patologia è soprattutto femminile) con l’alluce valgo, state attente/i! Controllate anche i vostri figli, perché l’alluce valgo può anche comparire come conseguenza del piede piatto. E iniziate da subito a portare scarpe comode, in cui tutte le dita trovino il loro spazio naturale per muoversi.

Ma quando ormai ci siete, e la borsite si fa sentire, la prima cosa da fare è mettere il ghiaccio. Si tratta di un’infiammazione, quindi se lo mettete subito all’inizio ci può essere una buona regressione del fenomeno, anche se nei primi due giorni sarebbe bene non intraprendere attività che costringano a stare troppo in piedi. Non posso garantirvi che vi farete senza problemi tutto il Camino di Santiago, ma di sicuro almeno qualche giro turistico potrete farlo…

Ma quante storie per un pò di coltelli

Questa ve la devo proprio raccontare, perché per me è stata troppo bella. Di ritorno da un viaggio in Giappone per lavoro, controllo della sicurezza all’aeroportodi Tokyo. Tutto normale, tutto di routine, sembrava, quando all’improvviso vedo una grande confusione, con polizia e addetti dell’aeroporto in pieno assetto di guerra, e altra gente che arrivava da fuori.

Nel vocio generale non si riusciva a capire niente. Chiaramente, tutti presi da quanto era successo e incuriositi dal parapiglia, anche noi di passaggio cerchiamo di saperne di più, facendo domande in giro. Sembrava che un turista avesse in valigia un vero e proprio arsenale di coltelli e pistole, katane e non so che altro, e che con questo stesse cercando di passare i varchi della sicurezza.  Un folle, di sicuro. Provare a fare questo in Giappone vuole dire essere torturati a morte…

Passa una mezz’ora, poi un’ora. Noi che si doveva salire in aereo per Roma siamo sempre lì, in paziente attesa, ma qualcuno inizia a lamentarsi del trattamento. Anche perché l’ora di partenza dell’aereo si sta avvicinando, e il terrore di perderlo c’è sempre e comunque.

Ma alla fine vediamo che la fila comincia di nuovo a muoversi, e poco alla volta riusciamo a entrare tutti nella sala partenze.  L’aereo doveva partire nel giro di mezz’ora, quindi non facciamo in tempo a sederci che già ci chiamano per il controllo documenti. Alla fine, perciò, nessun grosso ritardo se non un minor tempo di attesa da seduto.

La società mi aveva prenotato un business class con Air France e io avevo intenzione di godermela davvero, con un bel film e un drink e magari anche il libro che fino a quel momento non ero neppure riuscito ad aprire. Ma appena trovo il mio posto mi accorgo che accanto a me c’è un tipo dall’aria piuttosto mogia e abbattuta, con la giacca tutta stazzonata e anche un bel livido sul mento.

Ci mancava anche il rissoso, penso tra me. Faccio un sorrisetto e un cenno col capo e mi dispongo al decollo. Che per me, soffrendo il mal d’aria e avendo paura di volare, vuol dire chiudere gli occhi e cercare di non pensare a niente.  Ma il tipo accanto a me non era dello stesso avviso.

Allungandosi per tirarmi la manica della camicia, mi fa: “psss, psss!”. Apro un occhio e lo guardo: davvero messo male. “Che c’è?”  gli dico.

“Senta”, mi fa. “Può non crederlo, ma io pensavo che non li vedessero.”

“Cosa, scusi?”

“I coltelli!” Risponde tranquillo. Vedendo la mia espressione, sorride con aria di scusa. “Sono io, vede, quello che è stato malmenato all’aeroporto!”

“Ah!”, faccio io, molto poco incoraggiante.

“Ma scusi, era solo un set di coltelli in ceramica, una decina, mi pare… La ceramica mica la dovrebbe rivelare, no, il metal detector… E invece mi hanno fatto aprire la borsa.”

“Mi vuol dire che lei aveva coltelli in ceramica nel bagaglio a mano?” A quel punto ero veramente divertito.

“Ma che vuole, mia moglie ci teneva tanto che glieli prendessi, originali giapponesi. Prima qualità, sa? In fin dei conti, quante storie per un po’ di coltelli…”

Prepararsi al viaggio

Viaggiare eco-compatibile non è facile, di più! Perché ovviamente dovrai rinunciare a tutte quelle cose di cui, quando sei a casa, non potresti assolutamente fare a meno. Mi rivolgo, in questo caso, a tutte le signore di tutte le età: perché, lo so per esperienza, è incredibile la quantità di cose che ci portiamo dietro quando andiamo in vacanza.

Vorrei premettere quanto segue… In una vacanza eco-compatibile NON ti serviranno:

  1. scarpe a tacco alto
  2. vestiti eleganti
  3. piastra per capelli
  4. spremiagrumi
  5. ferro a caldaia
  6. bilancia pesa persone
  7. frullatore a immersione
  8. robot da cucina
  9. forno a microonde
  10. aspirapolvere

Ho voluto elencarli perché a volte sembra che sia necessario portarci dietro la casa, quando si va via. La realtà è che andiamo via proprio per non portarci dietro la casa e tutto ciò che è collegato a questa… preoccupazioni, ansie, smanie di pulizia e angosce da panni…. Per non parlare delle paranoie da ordine!

Vediamo, dunque, i basic per la vacanza eco-compatibile breve, diciamo di una settimana-dieci giorni:

  • Due paia di pantaloni lunghi, uno più leggero e l’altro più pesante (poi vedi tu in base a dove vai)
  • Due paia di pantaloni corti
  • 4 paia di calzini (lunghi o corti, sempre in base a dove ti rechi)
  • Biancheria intima (non entriamo nei particolari)
  • 4 magliette leggere, di cotone a maniche corte
  • 3 magliette di cotone a maniche lunghe, più pesanti
  • 1 felpa
  • 1 pile di quelli leggeri
  • 1 k-way
  • 1 paio di sandali
  • 1 paio di ciabatte in gomma
  • 1 paio di scarpe da… ginnastica, trekking, ecc ecc (dove vai?)

Se parti d’estate, chiaramente non saranno necessari giacche e giacchini, mentre d’inverno dovrai adeguarti (calze di lana, cappello, sciarpa, giaccone ecc).

Per quanto riguarda la borsina da bagno… questa sconosciuta! Anche qui, limitare all’essenziale:

  • 1 prodotto corpo-capelli
  • 1 balsamo (se lo usi)
  • 1 prodotto detergente per il viso (anche olio di jojoba puro, che ti serve anche contro il sole per la pelle e i capelli, e insieme ti serve per detergere la pelle con un pochino di cotone)
  • 1 spazzolino da denti
  • 1 pettine
  • 1 dentifricio

Tutto il resto, ma anche molto di questo, puoi comprarlo là dove vai! Non occorre che ti ingombri la valigia di una serie di cose che trovi dappertutto!